La sfortuna è un alibi, ma la fortuna è necessaria

IMG_8912

Anche la seconda giornata di Masterclass è terminata. Arcopinto, tra un approfondimento e l’altro, racconta aneddoti raccolti nel corso della sua lunga carriera.

Come trova i registi esordienti? È intuito? È una dote sistematica? Io non ho filtri, dice, e non li ho mai voluti avere. Non rispondo a tutte le domande che ricevo, ma sono facilmente raggiungibile, aggiunge. Incontra le persone, è attento e non riesce a scindere il lato umano dal lato professionale. Se sceglie di fare un percorso con una persona dev’essere una persona che gli piace, che lo incuriosisce perché ha gli occhi fatti in un certo modo o sorride in una maniera particolare. Ma soprattutto, conclude, ho sempre cercato film che avessero al loro interno un’unicità, un fatto scelto.

Parla anche dei giovani e del loro difficile inserimento nel mondo cinematografico. “Bisogna avere la fortuna di trovare qualcuno accanto a te che ti faccia crescere. Fare il runner può essere utile per una volta, ma non per sempre. Il gruppo di lavoro può davvero cambiare la vita di una persona, ma dipende dal caso.”

Da parte sua, Arcopinto, non ha mai avuto paura di affidare compiti importanti anche a ragazzi con meno di vent’anni. Gli è sempre piaciuto vedere persone diventare più brave di lui, anche grazie al suo lavoro e ci lascia con un ritratto brutalmente oggettivo della realtà che ci aspetta, ma anche con una lieve brezza di speranza.