COME SI RACCONTANO LE MANI?

Prove di invecchiamento

Prove di invecchiamento

Secondo giorno. Si studiano le sceneggiature della Masterclass di Gaudioso. Non tutto è chiaro alla prima lettura: tutti discutono su trame e impressioni, tutti si rifiutano di leggere ad alta voce.

La Morandini mentre prepara i film si lascia suggestionare dalla vita, dice. I suoi personaggi acquistano realtà, diventano vere e proprie presenze e se vede un anello, un orecchino, una sciarpa che le piace, pensa subito: questo sarebbe perfetto per Maria, Anna, Rossella. Prima fissa le esigenze, poi si lascia andare al processo creativo, al di più, al je ne sais quoi. E quando sente che una cosa è giusta non ha dubbi.

Verso sera si esce in giardino a fare esperimenti di chimica con Sabrina Fabrizi, la sarta: terre e permanganato per invecchiare i tessuti e i bianchi, acqua calda, ma non troppo, carta vetrata e olio.

Poi Lia racconta di Anouk Aimée, che si truccava di nascosto e per ripicca si strappava le calze di seta; di Margherita Buy e dei suoi adorabili e ingenui imbarazzi; di Ornella Muti che non si è mai tagliata i capelli. Spesso, conclude, è più difficile lavorare con certi attori che con i registi. Non tutti sono pronti ad accettare cambiamenti e a volte il confine tra persona e personaggio è molto labile. Più c’è equilibrio più si può rischiare su se stessi, modificarsi, apparire – e diventare – diversi, ma a volte nemmeno i grandi sono pronti a questo. A volte un baffo di eyeliner può fare la differenza, e far crollare tutte le certezze di un’attrice.